Sono un provinciale.
Provinciale nel senso che la città in cui sono nato (e cresciuto) è in provincia di un’altra città…la quale è addirittura Capoluogo di Provincia.
Corbezzoli…che roba!
Tale Capoluogo è sito nell’allegro nord-ovest italiano, cinto da imponenti ed evocative montagne (più o meno innevate a seconda della stagione e delle bizze del clima) nonché da alcuni definito “Piccola Detroit” della nostra simpatica Patria.
Patria…che bella parola.
Patria…suona bene, con una minima enfasi della prima A poi è una vigna.
Comunque non ci vuole una scienza per capire che sto parlando di Augusta Taurinorum, in arte Torino, in pratica Turín.
…lo so che si trovano in giro digressioni ben + divertenti sullo stesso argomento …ma non ho resistito alla deviazione!
Accertata quindi la Provincia, aggiungo che da poco mi sono trasferito presso un nuovo Comune…ma non proprio nel nuovo Comune di residenza…bensì in una frazione dello stesso.
MACRO…micro…ancora + micro.
Comune ma pur sempre Comune, l’altra sera esco dal lavoro, piglio la macchina parcheggiata sul retro della palazzina e me ne vado a casa mia. Fatto banale ma ricorrente almeno 5 giorni alla settimana da diversi anni a questa parte.
E ricorrente è pure il muro di nebbiazza che mi si è parato davanti…visibilità 10 metri nel migliore dei casi…una goduria quando si è alla guida!
Purtroppo qui la nebbia c’è…e quando c’è te la becchi e basta. Se avete visto FFSS c’è una scena bellissima dove un tipo cammina brandendo una lama (o ascia o coltello non ricordo bene) e dice:
“A Milano c’è una nebbia della Madonna che si taglia con il coltello!”
Mmmmh…forse era proprio un coltello …Boh…
La nebbia in fondo non è male…sfuma i contorni…ti permette di idealizzare in tempo reale il paesaggio…però se devi guidare è veramente uno schifo.
L’unica tecnica che ho sviluppato in caso di guida con nebbia consiste nello spazzare la strada di continuo da sx a dx con rapidi movimenti degli occhi, mantenendo però sempre la concentrazione su un punto centrale a 3÷5 metri oltre il margine di visibilità: in questo modo ne controllo i bordi e le varie incognite che mi vengono incontro (il percorso , le altre vetture, pedoni, …). Sembra un po’ un videogame ma fino ad oggi ha funzionato. Spero veramente di non schiantarmi al prossimo schermo .

La foto e’ di Lodeno. Punto.
Gennaio 23, 2008 alle 10:51 am |
caro,
la nebbia è bella – andare al lavoro dovrebbe essere evitato.
la nebbia rende il percorso difficile spinge a restare fermi e guardare in se, visto che non si può vedere nient’altro.
La foto della nebbia è quindi un fotografare il proprio animo.
La nebbia del nord est come del nord ovest è smog – la chimica corrosiva che avvelena il dentro, quello che si tiene per se stessi.
L
Gennaio 23, 2008 alle 11:01 am |
Sai bene che non la disdegno manco io…ne apprezzo solo la consistenza, la presenza costante ,l’appartenenza al mio territorio.
C’è…la si percepisce…contribuisce paradossalmente a dare colore (o a ridurlo se necessario).
Ti ricordi che freddo mon ami’ ?
Gennaio 23, 2008 alle 11:02 am |
La vita è un gioco, scatole cinesi una dentro l’altra e noi siamo in mezzo e scegliamo dentro quale inserirci.
Tu sei in una scatola più piccola, ma passi la tua vita in una più grande e per passare da una all’altra l’unica connessione è la nebbia.
Guardala con una prospettiva diversa, nella nebbia ti isoli, trovi contatto con te stesso, non è male di questi tempi, riflettere e poter pensare concentrandosi è un lusso oramai…
R
Gennaio 23, 2008 alle 11:07 am |
Non male Rob…il fondo rovesciato nel caffè alla turca del passaggio difficile è anche un po’ questo…