Ottobre 7, 2008 di JDiEmme
Fermo all’angolo ad aspettare.
Le mie mani sprofondano nelle tasche e io sprofondo assieme a loro precipitando in corsa rotta e folle verso l’inferno manco mi trovassi nel gonnellino di Eta-Beta.
Mi schianto delicatamente sul fondo di una morena brulla e dimenticata. Solo qualche lichene verde pintone striato giallo piscio si permette impunemente di rallegrare il paesaggio lunare circostante.
In lontananza il cielo (o quello che sembra essere il cielo) è rosso come al tramonto.
Passa lento un treno senza binari. Il macchinista mi guarda disgustato, tira il freno a mano sgummando, il treno fa un bellissimo testa-coda al rallentatore ed inverte la marcia.
La terra trema progressivamente mentre un canarino alto 200 metri si avvicina balzellon balzelloni per beccarmi come un chicco di miglio.
Ma sul più bello tutto scompare, la sigla parte, passano i titoli di coda e la gente si alza e mi lascia da solo.

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Settembre 26, 2008 di JDiEmme
Munakè
Munakè si sveglia sempre presto sempre alla stessa ora sempre nello stesso letto sempre con lo stesso vestito lavato e stirato pronto ad attenderlo sullo stendino nell’androne adiacente alla sua camera da letto.
Questo garantisce stabilità e limpido quotidiano senza fraintendimenti di sorta fra l’essere che si leva all’aurora e la pietra i manufatti i laterizi il ghiaione le porcellane il metallo che lo circondano.
Si veste frettolosamente anche se non ha nulla da fare, nessun appuntamento urgente, nessun incontro particolare. Per ultime indossa un paio di calze grigie di felpa logore all’inverosimile come logoro e’ il pensiero dell’inconcludente ma tralascia le scarpe come il diavolo che fa le pentole ma non i coperchi.
Quindi procede con passo ciondolante ma lesto attraverso un lungo corridoio dal pavimento grigio-azzurro soffitto grigio-azzurro pareti grigio-azzurre e spoglie fino alla soglia della stanza successiva.
La Stanza Successiva
Munakè accede ad una stanza dalla pianta quadrata le cui pareti misurano ciascuna una decina di metri circa in lunghezza e 5 in altezza.
La stanza tende al color crema ma in realtà è una tessitura di mattoni e smalti dai colori più disparati:
- Ocra
- Giallo (chiaro)
- Azzurro (chiarissimo)
- Arancione
- Altro
La stanza non ha finestre o ulteriori accessi.
La stanza non ha sistema di illuminazione alcuno ma è illuminata.
La stanza e’ tale.
Inevitabile
Al centro della stanza c’e’ un basamento prismatico di marmo nero alto un metro la cui base è quadrata e occupa circa 4×4 metri.
Sul basamento c’e’ un cubo di granito il cui spigolo approssimativamente ne misura 2 di metri.
Le facce del cubo sono perfettamente levigate.
Al tatto non e’ freddo nonostante la notevole dispersione termica del materiale.
La stanza non ha sistema di riscaldamento alcuno ma non e’ fredda affatto.
Munakè è nella stanza e non ha freddo.
Sviluppo
Però sul cubo c’e’ una giara.
La giara ha forma all’incirca ovoidale ed una dimensione in altezza pari a quanto rimane tra la faccia superiore del cubo ed il soffitto.
La giara aderisce perfettamente al soffitto con la sua bocca.
Ovviamente la sua base poggia sul cubo.
La parte superiore della giara (se fosse possibile osservarla in pianta) presenta un tondo largo a sufficienza per farci passare un essere umano o un animale medio – grande (non enorme).
Ultima
Munakè osserva la giara.
La osserva e basta.
Quindi dopo averla osservata a sufficienza si gira, percorre a ritroso la distanza che lo separa dal suo letto, la colma, si spoglia, si guarda attorno un’ultima vota, si corica.
Quindi muore.

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Settembre 17, 2008 di JDiEmme
Fintantoché dici sissignore e tieni il capo chino va tutto bene.
Ma quando il capo lo alzi, pensi con il tuo cervello e fai sentire che esisti, allora si fa il vuoto attorno.

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Settembre 10, 2008 di JDiEmme
Giovini Italiote & Italioti crescono et adsorbono il mito dell’IUCHEI ricongiungendosi con illo avvolti nella IUNIONGIEC attorno ad un’età variabile tra i 15 e i 25 dicendo dopo CHE FIGO ERO A LANDN E’ TUTTA UN ALTRA FIZZATA IUCHEI BRITTAN etc etc…
A me non è mai fregato un cazzo di niente a riguardo.
Per carità mi son già staccato da terra e alzato in volo (con l’apparecchio non come SIUPERMEEN) già un po’ di volte, a volte troppe, ma sull’Isola ci sono andato per la prima volta ora che sono più sugli “anta” che gli “enta”.
E pure per motivi indipendenti dalle mie scelte turisticosocialviaggiatrici.
Leggi: lavoro.
Un’ideuzza me l’ero già fatta. Di massima ovvio. La roba strana è che pur restandoci solamente pochi giorni e miscelando GIOBENSAMMOO penso di averla mantenuta abbastanza.
Intendiamoci…non proprio malaccio malaccio ma nulla di trascendentale.
A parte la birra ovvio. Anche su quella mi ero fatto un’idea MA fortunatamente le previsioni sono state polverizzate da un piacere degustativo superiore ad ogni aspettativa.
In particolare le Regional Ales.
Potevo scrivere RIGIONALEILS ma volevo essere meno acido su sto punto.
Questo potrebbe essere uno dei motivi per tornarci.
Non nello stesso posto (che e’ più che rappresentativo ovvio… anzi ci mancherebbe) ma variare.
Probabilmente mi accontento di poco.
O non mi accontento affatto.
Forse sono troppo semplice.
Forse la semplicità è relativa e personale.
Forse mi piace troppo la birra.
Forse la birra è semplicemente relativa.
Poco ci manca che tutto quanto sopra esposto sia probabile.
Boh…sono perplesso.
Ma sono perplesso anche su un mucchio di altre cose che con il Regno Unito non centrano affatto.
Rapporti umani in testa.

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Agosto 29, 2008 di JDiEmme
Fondamentalmente bevo per dissetarmi.

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Agosto 27, 2008 di JDiEmme
C’era una volta un pianeta dove i cattivi arrivavano da mooooooooolto lontano ed erano brutti, sporchi, cafoni e puzzavano di pesce marcio.
Questi cattivi si chiamavano ALIENI UFI ESTRATERESTRI CATIVI COME LA MERDA e venivano dallo spazio profondo, ma profondo, ma così profondo che una volta una persona è morta.
Passavano il tempo a devastare le città e i paesi del pianeta di QUI VA’ TUTO BENE (perché questo era effettivamente il nome del pianeta non prendetevela con me se non vi piace) con ogni mezzo a loro disposizione: martelli di ferro enormi, tentacoli borchiati lunghi decine e decine di metri, scosse elettriche a comando che manco l’Enel se le sogna nonché testate nucleari di diversa portata distruttrice.
Pensate che erano così cattivi, ma così cattivi, ma così così cattivi che una volta rubarono le caramelle ad un bambino povero.
Per fortuna c’era un professore giapponese molto buono ma pure molto incazzato (nonché molto giapponese) che un giorno decise di porre un freno alle scorrerie di sti stronzi impuniti, quindi si mise subito all’opera e in men che non si dica costruì 4 robot giapponesi giganti pieni zeppi di armamenti fino alle orecchie (sarebbe meglio dire fino alle corna) la cui missione era di fronteggiare coraggiosamente l’avanzata dei robot nemici (ah già, anche i nemici impiegavano dei robot giganti nelle loro azioni MA questi erano grami come la fame e brutti come la morte).
I 4 robot paladini della giustizia e strenui difensori della libertà (giapponese e non) erano:
Fanta Robot Super Forte
Splendid Robot Iper Veloce
Nobil Robot Mega Grande
Fighis Robot Ultra Bravissimo
Essi non avevano pilota in quanto dotati di avveniristici compiuters nelle loro capocce meccaniche capaci di funonziare come un cervello umano (se non meglio). Questo li rendeva unici ma in fondo a noi che cazzo ce ne frega?
I 4 robot uscivano quotidianamente (o quasi) dalla loro base segreta sotterranea, filando come saette attraverso una teoria di cunicoli intricatissimi e segretissimi che solo a pensarci sbocco e mi dimentico come mi chiamo. Ciò detto si proiettavano puntuali sul campo di battaglia e pigliavano a mazzate e cazzottoni potentissimi i robotttsss nemici, a volte anche a schiaffoni di manrovescio e calci in culo. Generalmente l’azione si concludeva in pochi minuti terminando con un’arma risolutiva ASSOLUTA che prevedeva il coinvolgimento di tutti e 4 mediante l’esecuzione di un solo colpo devastantissimissimo per il cattivo fetentone.
Questa menata andò avanti per un po’ di tempo finché ci fu la battaglia finale durante la quale i buoni distrussero definitivamente i cattivi, il bene trionfò sul male e finì tutto a tarallucci e vino come al solito.
Finale:
I 4 Robotszzzszz giganti vennero insigniti delle più alte onorificenze planetarie ed in loro onore e memoria vennero innalzati monumenti e statue un po’ dappertutto. Alla fine dei festeggiamenti partirono per un mondo lontanissimo e di loro non si seppe più nulla. Il giorno dopo sotto casa mia passò il camion di quello che vende la verdura e c’ha il megafono sul tetto fermandosi mezz’ora a rompere le palle. Il tormentone più gettonato era:
“Accattatevi i pomodori buoooni bbbelliii che ci fate il sugo per la pasta del bambino”.
Ad un certo punto il mio vicino di casa si affaccia sul balcone e risponde:
“A me la passccta fa sscckifooo!!!”
E il tipo dal camion (stesso tono, stessa inflessione, stessa flemma):
“Non ce ne frega un cazzo se vuoi i pomodoriii te li magni altrimenti te li pianti nel….”

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Agosto 8, 2008 di JDiEmme
Fatene quello che volete. Peccato non si possano caricare i midi.

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Agosto 6, 2008 di JDiEmme
Temo di dover rinnovare la mia collezione di incudini. Ieri mi ha telefonato il capitano Kirk dicendomi che il signor Spock gli ha detto che ha visto passare un Barbapapà sullo skateboard per il centro di Villafranca Piemonte e questo è un evidente presagio della vetustosità dei miei pezzi.
Nel caso si presentasse un venditore del Folletto, eliminatelo con un colpo di bacchetta magica sulle orecchie. Oppure rovesciate del sale e girate 3 volte su voi stesse/stessi in senso antiorario.
Potrebbero insorgere dei problemi se la quantità di sale superasse le 7 tonnellate e mezza. In tal caso portatela a 9 e risolverete la cosa.
Tra l’altro anche l’anguria al forno ripiena di fagioli non è male. Occorre però consumarla bollente e, se possibile, in un giorno caldissimo di metà Luglio, verso le 2 del pomeriggio, in pieno sole e con un cappotto molto pesante addosso.
Se vi annoiate potete mangiare delle pietre oppure mordere i binari del treno: queste pratiche sono talmente diffuse in estremo oriente che una volta un emissario del gran Pascià di Carate Brianza ha scritto un libro a fumetti sul tema.
Vi racconto un segreto: nel campanile della chiesa di Diano Marina è nascosto un gigantesco Goldrake di gomma gonfiabile in scala 1:1.
La prova è che il Diacono Superrimo di Diano ha un solo bicipite grosso come una lavatrice…infatti, per gonfiarlo usa la pompa della bicicletta MA solamente quella da viaggio. Su questo tema qualcuno interverrà presto.
La storia che abbiamo imparato a scuola è completamente sbagliata. L’unica verità accettabile è quella contenuta nei cartoni animati dei Flinestones.
L’anno scorso ho scritto un libro su un pezzetto di carta grosso come un francobollo. C’è stato tutto perché sono 2 parole abbastanza corte. Questa forse è vecchia ma fa sempre schifo.
Adesso vi saluto perché sono venuti a rapirmi gli Alieni. In fondo sono simpatici ma un po’ maniaci della puntualità: la settimana scorsa mi aspettavano fuori dall’ufficio per una certa ora ma io purtroppo ho tardato…per questo all’uscita sono stato ripreso pesantemente (ed in pubblico) da essi.
Qualcuno interverrà molto presto anche su questo tema.
NB: Ispirazione Milaniana forte ma paternità dei deliri assolutamente mia, tranne quella di Goldreich che è a metà con il mio amico Godzilla.

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Agosto 5, 2008 di JDiEmme
Pensavo di essere l’unico pazzo rimasto a ricordarsi certe porcate fanciullesche.
Ma fatevi un giro che ne leggete ben di peggio.
Se siete sensibili non andate oltre.
Topi fritti.
Topi fritti farciti colle anguille.
Le anguille proliferano nell’acqua dei piatti unti & zozzi a mollo da un mese nel lavandino.
Sufflè di scarpe da ginnastica di gomma sudate. Possibilmente Superga.
Le scarpe vanno indossate rigorosamente senza calze per almeno 6 mesi da bambini coi piedi sporchi.
Tali bambini giocano a palla in cortile sotto il sole ininterrottamente. Il cortile è polveroso.
Insalata di capelli sporchi. Lunghi. Grigi. Possibilmente con residui di tinta.
Condire con spazzatura a scelta e mozziconi di sigaretta, quindi servire in ciotole ampie.
Le ciotole devono essere fregiate di abbondanti tracce di rossetto. Più colori meglio.
Ovviamente anche i bicchieri.
Bevanda (non leggete è meglio).
Cazzi vostri: sciacquatura di piatti (unta) con cicche di sigarette fermentata al sole da 2 settimane.
Dolce “a la carte”
Bon appetì.

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Agosto 1, 2008 di JDiEmme
Prendo le chiavi dal tavolo e quelle strisciano un pochetto.
Quindi apro/chiudo la porta scendo le scale apro/chiudo il portone passo dal cancello (già aperto lo lascio quindi così) in/out portellone della voiture e ci sono.
Mi aspettano sono piuttosto di corsa MA NON IN RITARDO.
Quello mai.
Fermo al semaforo cerco le gomme in tasca e non le trovo chissà dove cappero sono.
Rosso.
Mi giro e frugo nelle tasche della giacca …aaah eccole BEEEEEEEEEEEEEEP sii sii mi muovooo…
Rettilineo, rotonda, rettilineo…ma ho telefonato a M per domani? … aspetta un momento … rotonda gira a dx…a che cavolo di ora era poi…rettilineo SMS BEEEEEP chi è ??? … rotonda CAAAZZZOOOO ho sbagliato ho imboccato la tangenziale invece di girare SONO UNA TESTA DI MERDA.
Vabbe’ pazienza inverto alla prossima uscita … 9 km … 8 km … 7 km …ma ho pagato la bolletta del gas? Sti babbioni della banca non mi hanno ancora attivato la domiciliazione 5 km si muovessero …aah noo mi e’ arrivata la 4 km mail di conferma 3 km … “USCITA XYZ 2 KM” bene ghe sun.
Eccola qua…giriamo, rotonda…questa no…questa no ET VOILA’ mi immetto di nuovo…cazzo 10 km a gratis ai petrolieri … 9 km … 8 km… cazzo tutta sta benza ci fossero almeno 7 km dei servizi pubblici decenti ma figurati se gliene frega qualcosa…5 km…tra l’altro quasi quasi potrei pure fare rifornimento non è che sono secco c’e’ ancora fondo però…mah…la faccio ? … non la faccio …tra l’altro devo vedere come sono uscite le foto dell’altra sera … qual’e’ già la password per l’area condivisa … dessepet12 … dexxepet12 … o era undici … ke testa ke c’ho. Devo assolutamente scriverlooooooooCAZZZZZZZZOOOOOOO nooooo di nuovo l’uscitaaaaaaAAAaaaAAAA !!!!!!!! E vabbè dai una è da fessi MA 2 E’ DA COGLIONI…di nuovo…uffaaaa…merda merda…vabbe’ dai REGALIAMO ALTRO DANARO A STE ARPIE…contribuiamo a tenere dritto il paese…pensassi anche un po’ meno alla pucchiacca…e per giunta a 20 km…forse pure qualcosa in più…ma daaiii…
Mmmmh…c’è anche una stazione manco la ricordavo…ah no forse mi sono fermato una volta a far benza e pipì mi ricordo i cessi non facevano neanche troppo schifo…quasi quasi mi fermo…ma nooo ne ho ancora…chi se ne fotte…certo che da quando hanno completato sta tangenziale spuntano floride come verruche.
Calma e gesso, esco a 20 e passa chilometri dal mio svincolo, rampa di uscita, rotonda (ma quanto beccheranno di stecca per farne così tante). La solita solfa di cartelli e rientro.
Mi sa che è meglio se avverto del ritardo. Non è carino. Anche se a me tutte ste cortesie non è che le adoperino…quante volte aspetto quarti d’ora perché uno si dimentica le chiavi, l’altra la borZetta o qualche altra cagata…e io aspetto senza fiatare…E IO PAAGOOO…Pronto? Ciao senti siiii arrivo tranky ho fatto casino per strada ma sii sii c’era un cantiere ma che cazzo ne so io comunque mezz’ora e sono lì dai ciao ciao smack smack….boh fatto…Quasi quasi sfumazzo dove le ho messe…frush frush CLICK pffffffff…Devo calmarmi che periodo di merda non dico molto non dico essere felice ma un po’ di tranquillità non guasterebbe…solo un pochino…comincia pure a fare caldo…a saperlo mi mettevo un po’ più leggero…TRA L’ALTRO devo valutare un paio di scarpe da ginnastica nuove le ultime le ho quasi mangiate…però le ho anke pagate poco gli AUTLET servono a qualcosa in fondo…le devo cercare uguali o molto simili quelle che ho sono perfette non mi fanno male ai piedi E VAI AVANTI MISERIA CHE NON C’E’ NESSUNO SESSANTALLORA IN AUTOSTRADA ma vai a cagare và miiii ma state a casa con ste bagnarole che cacchio di ora ho fatto….devo regolare l’orologio di sta macchina è dal cambio dell’ora che vive di vita propria ormai dove ho ficcato il cell…c’ho una testa….l’avevo buttato qui eccolo…boh manco troppo in ritardo ECCO buttare devo procurarmi una cesta per le chiavi e le menate così non le cerco più per mezz’ora quando devo uscire almeno posso BUTTARE tutto lì dentro e non ci penso più PURE IL CAMION DI MAIALI FERMO SUL SORPASSO miseria ma levati di mezzo dove cacchio è il cartello? Dove cacchio è finito sto cartello di merda per…l’uscita…l’uscita…L’USCITAAAAA…NON E’ POSsibile…non ci credo…sono proprio andato…l’ho volata di nuovo………………………………………………………………………………………………..
Fino alla scorsa settimana mi fermavo ancora alla toilette della stazione di servizio. Approfittandone anche per darmi una lavata e sciacquare la roba. Fortunatamente ho dimenticato una borsa con camicie e pantaloni puliti nel baule. Poca roba ma almeno salvo la parvenza. Ormai neanche più quello. Ci sono un paio di punti ciechi lungo la strada faccio tutto li. Uso le foglie e gli arbusti che spuntano ai lati della carreggiata. Và bene così…presto non mi fermerò più neanche per quello.
Ho bancomat e 2 carte di credito, sopravvivo. Faccio benzina al “Fai Da Te”… compro acqua e cracker ai distributori. Ogni tanto entro per le sigarette e gli spicci. Se paghi e non rompi le scatole nessuno ti nota.
Nessuno sa che esisti. Neanche se sulla strada ci vivi. Con tutti quelli che passano per di qui…venditori, camionisti, pendolari, adult entertainer…sono soltanto una delle tante facce da poveracci che si possono incontrare in questo spazio circoscritto.
Prigionieri dell’anello.
Prigioniero dell’anello.
Si…si…SI!!!…giro intorno…in anello…fra 2 rotonde senza fine.
Senza beccare l’uscita giusta. Provandoci in tutte le maniere possibili e mancandola ogni volta con diabolica puntualità.
Ho rinunciato anche a quello. La percepisco chiaramente, la sento approssimarsi, vedo me stesso attivare la freccia e girare il volante…ma non riesco a farlo.
C’è sempre qualcosa che me lo impedisce.
Un pensiero, un atto, una fatalità.
Semplicemente…non avviene.

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